17 settembre 2016

INTERVISTA A MARINA FERRARI CREATRICE DI BIOMARINA E RICARICANDO


Buon sabato a tutti!
Il 14 luglio mi sono laureata al master MBA primo livello portando come tesi la cosmesi eco-bio dando un taglio economico quindi analizzando il settore, i trend di crescita, le certificazioni, ecc.
Ho coinvolto due bioprofumerie e un'azienda inviando loro un questionario da compilare per avere una loro visione sul tema.
Oggi pubblico la prima intervista fatta a Marina Ferrari, creatrice di Ricaricando e Bio Marina, che ho avuto il piacere di conoscere dal vivo al Sana. (spero a breve di scrivere un post riassuntivo sulla fiera!)

Ringrazio ancora una volta Marina per il tempo dedicatomi che per me ha significato molto!



1. Da dove nasce l’idea di produrre cosmetici ecobio?
Mi chiamo Marina Ferrari, ho 43 anni e nel 2011 ho deciso di intraprendere un percorso che parte da un sistema basato sul desiderio di diffondere una maggiore consapevolezza rispetto a quello che acquistiamo.
Avendo lavorato per molti anni come consulente nel settore Retail, non mi trovavo più in sintonia con il sistema “economico” che era passato in modo bulimico, dal produrre per consumare, al consumare per continuare a produrre, al produrre per buttar via.
Le nostre risorse non sono infinite e questo lo stiamo capendo da diversi punti di vista. Senza essere integralista o pensare di cambiare attraverso atteggiamenti o comportamenti “ribellione”, nel mio piccolo ho deciso di fare la differenza, creando dei brands che hanno l'obiettivo di vendere e crescere attraverso lo sviluppo di nuovi obiettivi che l'imprenditore oggi piu' che mai deve avere come visione:  autenticitàonestà,coerenzapassione.

La mia missione è quella di distribuire una sostenibilità bella e buon, ma il mio desiderio di comunicare va oltre la cosmesi ecodermocompatibile. Quella è il mezzo per lanciare messaggi di buon senso e attraverso prodotti che si occupano di bellezza ho pensato potesse essere più immediato. Per questo ho puntato sulla slow-cosmetique in contrapposizione alla fast-cosmetique.

2.  Da quando è nata l’azienda ad oggi, quali sono state le tappe principali/fondamentali percorse?
Imparare un mestiere, sbagliare, capire il mercato, in modo particolare un mercato frammentato e disomogeneo come quello nato da pochi anni e ancora di nicchia. Trovare il mio segmento ed investire in continuazione per creare da diversi punti di vista la mia identità per essere riconosciuta mantenendo la visione iniziale. Non avere fretta di guadagnare subito, dopo 5 anni, spesso ho momenti di crisi sia economici che finanziari, perché facendo quasi tutto da sola, ho degli aspetti che sono ancora deboli e su qui devo migliore.

3.  Riguardo al tema dell’ecologia, quali azioni hai adottato?
Per quanto riguarda Ricaricando ho creato prodotti confezionati e alla spina.
Per tutti i punti vendita sensibili al tema dell'ecologia, ho dato la possibilita' di avere un sistema alla spina attraverso tre semplici passaggi:
·         Riusi (riutilizzare è più ecologico che riciclare)
·         Riempi (ma con prodotti naturali, altrimenti si è sostenibili a metà)
·         Rispetti (l’ambiente e te stesso coniugando in modo davvero sostenibile contenuto e contenitore).

Per quanto riguarda BioMarina mi sono concentrata su una sostenibilità più astratta ma non meno importante: amo trasmettere l’idea di ripensare al tutto come un sistema imparando a diventare “alchimisti” in quello che facciamo, trasformando qualcosa di grezzo in qualcosa di più raffinato partendo principalmente da noi stessi. Questo, per me, significa che nel momento in cui diventiamo più consapevoli, siamo in grado di scegliere anche prodotti che invece che prometterci “miracoli” rispettano la nostra pelle e il nostro micro-sistema.

4.Cosa spinge i consumatori, secondo te, ad acquistare cosmetici eco-bio rispetto a quelli tradizionali?
Principalmente patologie o problematiche che dermatologi e multinazionali cosmetiche/farmaceutiche non sono riusciti a risolvere, nella semplicità a volte ci sono le soluzioni. Secondariamente una nuova consapevolezza, anche se di nicchia, quindi un passaggio da uno stile di vita ad uno stile di pensiero, prezzi competitivi rispetto alla qualità e all'ecodermocompatibilità, infine passaparola e moda.

5.  I clienti sono più interessati all’impatto ecologico/ambientale o agli ingredienti biologici?
Al momento, per chi decide di acquistare, la scelta degli ingredienti fa la differenza.

6.  La certificazione conta molto?
Se si vuole entrare nel settore specifico, conta molto, anche per entrare in alcuni mercati europei e mondiali.

7.  Qual è il vostro fatturato degli ultimi tre anni? (2013-2014-2015)
Dovrei confrontarmi con il commercialista, ad ogni modo, sono cresciuta ogni anno di un 5% eccetto l'anno scorso che ho avuto dei problemi di percorso. Ma quest'anno sto rimediando.

8.  Quali obiettivi ti sei posta per i prossimi anni?
Crescere nel mercato italiano ed estero, questo significa continuare ad investire, investire ed investire.

9.  Quali canali pubblicitari e di distribuzione utilizzate?
Social network (facebook/Instagram), bloggers anche se quest'ultime con parsimonia.
I miei canali di distribuzione sono Bioprofumerie, farmacie avanzate, qualche realtà della grande distribuzione e poi canali esteri.

10.   Si parla molto del ruolo delle blogger come canale pubblicitario usato nei social network. Cosa ne pensi?
Ne pensavo molto male ed in parte ne penso ancora male, ma se l'azienda riescie a selezionare ed instaurante un rapporto di lavoro autentico, a lungo andare, non si può negare che ci sia un ritorno, ma va gestito. Nel mio canale youtube, incontri con la bellezza, ho affrontato questo tema con una blogger.

11.Ultimamente, grazie ai trend di forte crescita del settore della cosmesi eco-bio, si assiste a numerose aperture di nuove bioprofumerie. Come riesci a differenziarti?
La Bioprofumeria fisica e online e' il canale che prediligo, però è ancora molto immaturo, credo il problema dipenda dal fatto che le proprietaria sono molto giovani ed è un'imprenditoria che deve crescere e capire chi vuole diventare. Non credo che il problema della differenziazione tocchi principalmente i produttori e i distributori, a mio avviso il problema della differenziazione riguarda il retail stesso delle bioprofumerie. Io mi limito ad una selezione e purtroppo non sempre mi posso permettere di selezionare.

12. Cosa ti aspetti nel futuro del mondo green?
Una nuova e sana capacità di diventare un sistema imprenditoriale.
 



Concludo lasciandovi una foto scattata al Sana domenica scorsa.
Ilaria

Ilaria Galeazzi
Ilaria Galeazzi

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2 commenti:

  1. Bella cosa Ila, e bella la disponibilità di Marina, pensare ad un mercato diverso è da coraggiosi, speriamo che anche questo mondo, che sta vivendo un boom non indifferente, non si lasci persuadere dai meccanismi classici del consumo legato solo al creare nuove necessità.

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    1. Hai ben espresso il concetto! Spero inoltre che ci sia maggiore consapevolezza e maggiore diffusione di informazioni corrette. Non deve esssere una moda ma uno stile di vita.
      Marina è stata molto disponibile..non me l'aspettavo!

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